Percepire un eccesso d’ansia, in una società sempre più competitiva, è diventato normale.

La medicina, che ha tra i suoi obiettivi eliminare le cause della sofferenza, risponde a questo stato con trattamenti farmacologici che ne alleviano i sintomi più fastidiosi.

L’idea che propongo è basata sul dato di fatto che se questo stato d’animo esiste debba avere una funzione preziosa per l’organismo. Dannoso eliminarla, pena l’impossibilità di sfruttarne la spinta al movimento.

Insieme al paziente bisogna, invece, trovare il modo di incanalare l’ansia in attività che rendano la propria esistenza di qualità.

La persona è costantemente immersa in una rete d’interazioni con il mondo, costruisce il suo mondo in una continua ricerca di senso, siano relazioni affettive, lavoro, sport, spiritualità.

Un eccesso d’ansia ( o anche una sua carenza) può essere un ostacolo al suo benessere quando questo sentire non è connesso a degli scopi che hanno senso in quel contesto particolare e unico.

Allora il mio invito è: “Fatelo con ansia!

Ho piacere di conoscerci. Primo colloquio GRATIS.

Se dopo aver letto le cose di cui scrivo e che sono il fulcro dei miei interessi professionali hai piacere a incontrarci ne sarò felice.

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