Ritiro immersivo · Serramazzoni (MO) · 27-28 giugno 2026
Residenziale di Costellazioni Famigliari Sistemiche
📍Via San Rocco n. 1191, 41028, Serramazzoni (MO)
🗣️Con Roberto Lugli e Espedito Longo
Un incontro immersivo, lontano dalla quotidianità, dedicato a chi desidera conoscere più da vicino il metodo delle Costellazioni Familiari Sistemiche attraverso un residenziale guidato di due giorni di ascolto, osservazione e consapevolezza.

La disposizione dello spazio
nel metodo delle Costellazioni Famigliari Sistemiche
Conduttori: Roberto Lugli e Espedito Longo

Ospito sul mio blog il dottor Roberto Lugli. Condurremo insieme il residenziale di costellazioni famigliari sistemiche.
Amico fidato, collega stimato fin dai tempi dell’università. I nostri cammini umani e professionali convergono oggi nell’interesse per le relazioni famigliari.
Sono grato per quest’incontro. L’amicizia, in adolescenza, è la forma d’amore che per prima ci permette di sperimentare un maggior grado di libertà dai legami famigliari.
Dopo aver chiarito i punti fondamentali del metodo delle Costellazioni famigliari sistemiche e aver condotto con successo il primo seminario dello scorso 30 maggio, in questo articolo daremo un’immagine concreta di come siamo disposti nello spazio quando conduciamo una costellazione. Vi verrà una voglia matta di prendere parte al nostro prossimo residenziale.
Noi siamo in fondo alla sala fianco a fianco. Accanto a Marco sta la sedia vuota che attende di essere occupata dal primo volontario che intende ricevere il nostro aiuto. Di fronte a noi, i partecipanti sono disposti a ferro di cavallo. Lo spazio tra noi e i partecipanti genera il campo morfogenetico, dove si svolge la rappresentazione.
Marco: “Secondo voi come fa una formica operaia a sapere quali sono i suoi compiti? Cosa spinge le guerriere a difendere la regina? Un formicaio non è un insieme di individui, ma una comunità dotata di una coscienza che trascende le individualità. Questa metafora esprime perlopiù quello che i tibetani chiamano Mente e che noi chiamiamo Campo. Ancora mi stupisco della magia che lo anima: ci sono informazioni che i singoli partecipanti non possono sapere. Eppure vengono mossi nella direzione giusta da questa consapevolezza superiore, che in Gestalt si chiama Saggezza Organismica”.
Roberto: “Chi vuole venire a fare la prima costellazione della giornata?”
Giovanna si alza dal posto e viene a sedere vicino a Marco.
Marco: “Ciao Giovanna, ci racconti qualcosa di te?
Giovanna: “E’ la prima costellazione che faccio e sono molto curiosa e anche un po’ impaurita”.
Marco: “Ma sono così brutto?”
Giovanna sorridendo: “No no, non è per questo. Ho un po’ di ansia per quello che potrei scoprire.
Marco: “Alza lo sguardo e cogli la disponibilità ad aiutarti negli occhi di tutti quanti. Ciascuno, ora, è qui per te. Vuoi dirci qual è il tema che ti preme?”
Giovanna: “Sì, mi piacerebbe far luce sul rapporto di coppia con la mia compagna. Ultimamente non va così bene. Litighiamo spesso, a volte in modo molto rabbioso e questo mi fa soffrire.”
Marco: “La rabbia, nelle costellazioni familiari, è un’emozione secondaria che poggia sul dolore o sulla paura o tutte e due. Di cosa hai paura?”
Giovanna: “Ho paura di rimanere di nuovo sola”.
Marco: “Ok. Ho un’altra domanda per te: sai che quando ci si siede su questa sedia è importante che ti sia chiara l’intenzione con cui fai questo lavoro? L’intenzione è qualcosa di più rispetto a un semplice obiettivo. Immagina che Roberto ed io siamo due sciamani potentissimi e che questa costellazione avrà degli effetti miracolosi: stanotte sogni e domani al risveglio la tua vita sarà cambiata. Come ti vedi? E chi ti conosce molto bene da cosa sa che finalmente sei cambiata come vuoi tu?
Giovanna: “M’immagino di correre scalza in un prato soleggiato. I fiori profumano e io ho un’indescrivibile sensazione di libertà”. Sì, la mia intenzione è quella di sentirmi libera, libera di avere una relazione serena.
Marco: “Mi piace. Ha un buon sapore quello che dici. Roberto, ti piace come intenzione? L’accettiamo?”.
Roberto: “Assolutamente sì. Vediamo cosa ci dice il campo? Sai Giovanna che nel nostro metodo, oltre a scegliere i rappresentanti di te stessa e del tuo sistema familiare, possiamo anche scegliere qualcuno che sta per la tua intenzione? A volte ciò può essere molto interessante. Infatti seguiremo questa strada”.
Marco e Roberto si prendono un attimo per consultarsi e, raggiunto l’accordo, Roberto si alza e chiede a Giovanna di scegliere nel cerchio qualcuno per la sua intenzione. Marco l’accompagna, mentre lei lentamente cammina di fronte a ciascun presente per accorgersi, attraverso le sue sensazioni fisiche, di chi rappresenterà la sua intenzione. Rallentare in questa scelta e stare a contatto con sé sono gli alleati necessari.
Giovanna si ferma convinta davanti a Giacomo: “Vorresti rappresentare la mia intenzione di avere una relazione di coppia serena?”
A questa domanda rituale, chi viene scelto per essere rappresentante ha il diritto di accettare oppure di rifiutare, qualora non se la senta.
Giacomo: “Sì”
Roberto: “Bene. Adesso Giovanna, molto lentamente, accompagna la tua intenzione nel campo, disponendola laddove “di pancia” senti sia il posto giusto”.
Giovanna accompagna la sua intenzione al centro del campo e poi lì si ferma.
Roberto: “Ora battezzala così: da questo momento in poi rappresenti la mia intenzione di vivere una relazione di coppia serena”
Giovanna ripete la frase e torna a sedersi vicino a Marco per osservare cosa succede.
Dopo qualche istante, l’Intenzione oscilla.
Roberto: “Cosa succede all’Intenzione?”
Intenzione: “Non mi sento salda sui piedi”
Roberto: “C’è un’emozione? Che cosa senti?”
Intenzione: “E’ come se fossi disperata”.
Roberto: “Ok. Giovanna, come hai fatto prima, scegli per favore qualcuno che rappresenti te stessa. Marco ti accompagnerà. Una volta scelta la tua rappresentante accompagnala al posto in cui senti che deve stare e battezzala. Esattamente come prima”
Giovanna di fronte a Grazia: “Vuoi rappresentare me stessa?”
Grazia: “Certo”
Giovanna sistema la rappresentante di se stessa (che chiameremmo Giovanna 2) alla sinistra dell’Intenzione, molto vicina a questa e le dice: “Da questo momento in poi mi rappresenti”.
Nel campo l’Intenzione e Giovanna 2 oscillano impercettibilmente e dopo un istante Giovanna 2 inizia a guardare in basso, senza distogliere lo sguardo.
Questa apertura mostra che l’Intenzione tende a fornire delle indicazioni utili a ristabilire l’ordine sistemico (vedi il precedente articolo). Empiricamente, le costellazioni familiari sistemiche hanno trovato delle corrispondenze tra comportamenti e movimenti dell’anima: questi ultimi possono essere letti come un libro aperto dandoci accesso diretto ad emozioni sepolte nel corpo da tempo.
Ad esempio quando uno dei rappresentanti fissa un punto sul pavimento sta guardando un morto. Abbiamo notato che quando gli chiediamo cosa stia succedendo lo sguardo resta fisso come in una leggera trans ipnotica. A quel punto stendiamo una coperta che accoglierà un rappresentante scelto da noi. Dentro al cerchio agiscono i vivi, quando, come in questo caso, appare un morto, vuol dire che non lo si è lasciato ancora andare.
Roberto gentilmente prende per mano Francesco e lo fa adagiare sulla coperta stesa sotto gli occhi di Giovanna 2.
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Descrivere l’esperienza con le parole pone sempre delle sfide interessanti alla nostra capacità di espressione.
La ricchezza dei fenomeni che osserviamo durante una costellazione richiederebbe fiumi e fiumi d’inchiostro per cui vi lasciamo in una quieta suspence e vi aspettiamo al residenziale!
Partecipa al residenziale del 27-28 giugno
Luogo: Contrada Pazzano
Indirizzo:Via San Rocco n. 1191, 41028, Serramazzoni (MO)
Conduttori: Roberto Lugli e Espedito Longo







