Seminario esperienziale · Modena · 30 maggio 2026
Costellazioni Famigliari Sistemiche
📍Via Pietro Bembo 36, Modena
🗣️Con Roberto Lugli e Espedito Longo
Un incontro dedicato a chi desidera conoscere più da vicino il metodo delle Costellazioni Familiari Sistemiche attraverso una giornata guidata di ascolto, osservazione e consapevolezza.

Rendere visibile l’invisibile
attraverso il metodo delle Costellazioni Famigliari Sistemiche
Conduttori: Roberto Lugli e Espedito Longo

Ospito sul mio blog il dottor Roberto Lugli. Condurremo insieme i seminari di costellazioni famigliari sistemiche.
Amico fidato, collega stimato fin dai tempi dell’università. I nostri cammini umani e professionali convergono oggi nell’interesse per le relazioni famigliari.
Sono grato per quest’incontro. L’amicizia, in adolescenza, è la forma d’amore che per prima ci permette di sperimentare un maggior grado di libertà dai legami famigliari.
I seminari sulle Costellazioni Famigliari che conduciamo iniziano chiarendo i punti fondamentali del metodo, utili a portare l’attenzione su come un sistema familiare si autoregoli. La presentazione dell’ultima sessione di Aprile 2026 ti introdurrà in vivo nel cuore di una giornata tipo.
Espedito e Roberto: “Benvenuti a tutti e tutte”
Sono le 10. Di fronte a noi due, seduti fianco a fianco, guardo i partecipanti di questa giornata di costellazioni familiari che si concluderà alle 18. Nessuno di loro sa che stiamo per creare una piccola comunità e che quello che vivremo creerà un legame indelebile e potente tra tutti noi.
Espedito e Roberto: “Qualcuno di voi ha già fatto costellazioni familiari?”
Timidamente una mano si alza. È Martina.
“Sì, è stata un’esperienza che mi ha aiutato nella relazione con la mia compagna, facendomi vedere cose di cui non mi ero accorta prima. Ogni rappresentazione a cui ho partecipato mi ha messo di fronte al mistero dell’ignoto. Tutte le volte mi meraviglio che questo si ripeta: insieme diventiamo compagni dello stesso viaggio”.
Alla destra di Martina siede Luigi, che comincia così:
“Quando ero piccolo e vivevo in Toscana, mia nonna mi curava le ferite raccontandomi una filastrocca rassicurante: la ferita restava, mentre la narrazione mi portava in una dimensione dove il dolore non esisteva più. Nelle costellazioni accade qualcosa di simile. Quando si genera un campo di relazione è come se una coscienza superiore rimarginasse ciò che la ferita aveva separato”.
Roberto risponde:
“Sì, ciò che dici ha senso”. “Il campo che si genera tra noi è molto di più della somma dei singoli partecipanti. Ciascuno qui si svuota della propria individualità, mettendosi al servizio del costellato, come una sorta di antenna, in grado di sintonizzarsi, attraverso le sensazioni corporee e le emozioni, sul vissuto di un perfetto sconosciuto, membro del sistema del costellato. Quando dico “attraverso le sensazioni corporee e le emozioni” intendo escludere appositamente ogni tipo di intervento del giudizio, dell’interpretazione e del pensiero. La mente mente, il corpo è un libro aperto su ciò che ci succede. A noi non interessa sapere i fatti biografici, ma ricostruire una narrazione congruente con la risoluzione del problema portato. Siamo addestrati a riconoscere segnali a cui diamo voce”.
Espedito aggiunge:
“La vita non è un problema da risolvere, ma un mistero da vivere. Quando le persone vengono da noi si aspettano di risolvere un problema: la relazione genitori figli, i rapporti di coppia, la malattia, il fallimento professionale, etc. Con questo metodo, diventa chiaro che il problema dell’individuo è riconducibile ad un disordine del suo sistema familiare. Che cosa intendo per disordine? Ad esempio, un ‘ingiustizia subita dal mio trisavolo può ricadere direttamente su di me. Ciò è in linea con gli Ordini dell’Amore”.
Roberto: “In altre parole, si può dire che lo scopo delle costellazioni familiari è quello di ripristinare gli Ordini dell’Amore che sono stati violati. Gli ordini dell’Amore sono le linee essenziali lungo le quali si sviluppano le nostre relazioni primarie. Tale cornice etica influenza le relazioni affettive, la salute, la realizzazione esistenziale, nonché il comportamento sociale.
Se, per qualunque ragione, non è stato possibile rispettare gli Ordini, il sistema familiare, come una coscienza più ampia, chiederà una compensazione: nelle generazioni successive, un membro del sistema mostrerà una sofferenza, apparentemente ingiustificata.
Ciò che diceva Marco si riferisce precisamente al primo di questi ordini: quello dell’Appartenenza. Ogni membro della famiglia ha diritto a un posto, indipendentemente dal destino che ha avuto. Questo include anche coloro che sono morti prematuramente, aborti, figli non nati, o persone che sono state rimosse per vergogna o dolore. Quando qualcuno viene escluso, il sistema “chiede” che venga reintegrato, e spesso lo fa attraverso la sofferenza di altri membri”.
Federica:
“Ciò vuol dire che, se io sono insoddisfatta al lavoro, è perché un mio antenato è stato escluso dal mio sistema?”
Espedito:
“In base alla nostra esperienza, abbiamo buone ragioni per ritenere che non esiste una relazione diretta tra i due eventi, ma potrebbe esserci una lealtà inconscia con il tuo antenato.
Il primo e più importante ordine è l’Appartenenza, cioè il diritto d’inclusione nel sistema familiare. A ogni membro del sistema spetta un posto, a meno che qualcuno non abbia compiuto un omicidio. In tal caso, l’autore del gesto perderà il diritto di appartenenza, lasciando un tremendo vuoto all’interno del sistema.
Il secondo ordine è la Gerarchia e protegge la dignità personale all’interno del sistema d’appartenenza. Ciascuno ha diritto di essere se stesso avendo il proprio posto e chi viene prima è più importante di chi viene dopo: i genitori, ad esempio, sono più importanti dei figli, perché sono loro che li generano, li accudiscono, li nutrono, li proteggono, li educano e li lasciano andare per la loro strada.
Il terzo ordine è l’Equilibrio e, sancendo l’uguaglianza tra i membri del sistema, si premura che a tutti vengano garantite parti uguali delle risorse disponibili. C’è solo un’eccezione a questa regola: i genitori danno con abbondanza e i figli ricevono con gratitudine. Questa è l’unica relazione in cui il dare e il ricevere non possono e non devono essere equilibrati. Ciò che i figli hanno ricevuto lo restituiranno a loro volta ai propri discendenti. Nei rapporti tra pari è diverso, anche se inevitabilmente ci sono dei limiti: si dà quello che si ha e si riceve ciò che si è disposti a ricevere”.
Roberto:
“Se non ci sono altre domande o interventi, prima di iniziare con la prima costellazione, vi guiderò in una meditazione”.
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Nel prossimo articolo illustreremo una sessione di costellazioni familiari sistemiche.
È una sfida interessante per noi, perché ricreare una narrazione di un processo che si svolge in silenzio per la maggior parte del tempo, ci rende davvero simili ad esploratori dell’invisibile.
Partecipa al seminario del 30 maggio
Luogo: Centro di Ricerca Interiore Jivatman
Indirizzo: Via Pietro Bembo 36, Modena
Conduttori: Roberto Lugli e Espedito Longo







